
Registrato nel nuovo studio dei
Mogwai, il Castle Of Doom di Glasgow con il produttore
Tony Doogan,
Mr. Beast vede un ritorno della band scozzese al volume e all’intensità dei loro primi dischi. Acqua fresca per le orecchie di chi è già avvezzo a certe sonorità post-rock, qui elegantemente più frenetiche rispetto agli ultimi (e in sottotono) lavori del quintetto scozzese… e ciò non può che farci piacere. Una vigoria ritrovata, che si palesa già da Auto Rock, il primo pezzo che si presenta serrato e corale, dal climax finale entusiasmante. Un brano di tal caratura piazzato in apertura può essere un rischio, ma qui le promesse iniziali sono mantenute fino in fondo: per dovere di cronaca cito Glasgow Mega Snake e Folk Death 95, ovvero i Mogwai compatti in un vibrante e distorto noise (quasi)hard-core, poi l’incedere emotivo e in crescendo di Travel Is Dangerous, per arrivare all’apice di Friend Of Night, il pezzo più centrato dell’album, una perla post-rock elaborata sul pianoforte che si miscela sapientemente alle chitarre distorte. Non da meno Acid Food (qui troviamo chitarre slide e drum machine) e I Chose Horses (ospiti Tetsuya Fukagawa dei nipponici
Envy alla voce, e
Craig Armstrong alle tastiere), che sono tracce incantevoli per merito di un adeguato innesto melodico nel tronco del più classico Mogwai-
noise.
Alan McGee, manager della band, ha definito la pubblicazione di
Mr. Beast come la migliore dopo
Loveless dei My Bloody Valentine. Esagerato. Più realisticamente
Mr. Beast riporta al fulgore un’eccezionale band che molto ha ancora da dire, e per fortuna.
Un disco che gira spesso nel mio stereo mantenendo, ascolto dopo ascolto, il suo ineffabile fascino... anche se il suo podio di "disco del mese" è pericolosamente assediato da
Drum's Not Dead dei Liars, altro frequente ascolto che mi sta turbando non poco. Ne riparlerò.