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28/02/2006

Cover

Della serie: "Quando una canzone è bella, è bella, non ci sono cazzi.". In genere non sono molto propensa ad ascoltare dischi di cover, ovvero canzoni di altri interpretate dall'artista di turno. Ma tra le mani mi sono capitati due dischetti che penso meritino qualche parola.


MakroSoft è un progetto di Ruediger Esch (Die Krupps), Trini Trimpop (Die Toten Hosen) e Jürgen Hahn. Un progetto tedesco, dunque, che si contrappone indiscutibilmente a quello francese dei Nouvelle Vague. Stereo Also Playable Mono è una miscela d’elegante jazzy-pop-art su 13 brani famosissimi e tutt'altro che lounge, come Smells Like Teen Spirit, Black Hole Sun, London Calling, nonché Venus in Furs, The Passenger, Losing My Religion, e così via... Bei brani che sembreranno scontati, ma qui sono talmente elaborati che ci vorrà un attimo prima di riconoscerli. Un progetto leggero ma d’ottimo gusto, brillante, stravagante, sexy, di buona compagnia in sottofondo.
MakroSoft - Stereo Also Playable Mono (Gema)

Altra proposta, a cui mi sono affezionata terribilmente perché scava più nel profondo, è quella dei Tortoise in compagnia di Bonnie Prince Billy, alias Will Oldham. The Brave and The Bold riprende canzoni molto differenti tra loro. Prendiamo ad esempio la sequenza Daniel di Elton John e Love Is Love dei Lungfish: indica con decisione - considerando l'abissale distanza tra l'acclamata star miliardaria ed una sconosciuta band di nicchia piuttosto indigente - che una canzone quando è bella diventa un'entità a sé stante, indipendentemente da chi l'ha scritta, e a disposizione di chi ne sa cogliere l'intrinseca essenza. Altri brani interpretati intensamente da Oldham -  con la sua voce sghemba ed incogruente - e dagli ispirati Tortoise, sono l'emozionale The Calvary Cross di Richard Thompson e Thunder Road di Springsteen. Nel lotto anche pezzi di Mike Watt,  Mark Mothersbaugh (Devo), Quix.o.Tic, e altri. Canzoni agli antipodi che qui sono appese ad un filo logico e conseguente, come panni stesi al sole.
Tortoise and Bonnie Prince Billy - The Brave and The Bold (Domino)

postato da: chickasaw alle ore 20:45 | link | commenti (13)
categorie: musica
20/02/2006

Dublab

Sono una di quelli che fa a fatica ad ascoltare la musica tramite il computer, però quando la pigrizia ha la meglio, e stento ad alzarmi dalla scrivania per cambiare Cd, allora ecco che Dublab mi salva. Positive vibrations, momenti atmosferici, dell'elettronica pacata, ma anche folk e songwriting, e naturalmente tanto ambient. Concerti registrati in studio, e pochissimo parlato. Non so niente di radio online, ma iTunes la consiglia e tra tutte quelle che ho memorizzate, questa è la mia preferita. Stasera online c'erano Caural, Prefuse 73, Cat Power, Manitoba, Polyphonic Spree e Daedelus. Niente di meglio per concludere questa lunga giornata...
postato da: chickasaw alle ore 23:19 | link | commenti (17)
categorie: musica
18/02/2006

Mew - Mew and the glass handed kites (Sony/Bmg)

Inizio d'anno stentato, anche musicalmente. Forse saranno le contingenze, a me poco favorevoli, che mi distraggono, però mi pare che siano pochine le uscite interessanti in questi due mesi: lo splendido Mogwai (che a dire il vero uscirà a marzo ma possiedo già da un po' la press-promo), Cat Power e Coldcut (piace a tutti, a me un po' meno). Non si fa che parlare di questi Arctic Monkeys, e a dire il vero non sono malaccio, grintosi, belli tirati e pieni d'ormoni. Però... mi sono sparata due volte tutto il loro disco, la terza ho lasciato perdere.

Mentre m'ha incuriosito moltissimo una band danese, i Mew. Ovunque, soprattutto sulla stampa tedesca ed inglese, leggo meraviglie su di loro. Mew and the glass handed kites è un album sorprendente, che ascolto spesso. Ad un primo approccio si rimane basiti. E' una rock-opera di stampo nordico, molto romantica: una cascata di suoni ed orchestrazioni, cantato e cori ipermelodici, un ritmo sempre sostenuto ed epico, un certo non so che di progressive (la voce) e psicadelico (le chitarre), ed un gusto per la grande tradizione dei concept album anni '70. C'è chi li equipara agli Arcade Fire, con un tocco di Mars Volta e di Sigur Ros, tanto per definirne il "peso specifico" ... lasciamo perdere queste improbabili influenze, basti solo dire che i Mew hanno prodotto l'uscita più "diversa" della stagione, quella più "ampia", e anche se appaiono anacronistici, sono molto affascinanti. Non sono però per chi cerca tranquillità: questi, pur non essendo frenetici, sono incalzanti e da ascoltare ad alto volume, preferibilmente in una stanza e non in cuffia, per lasciar che il suono (di eccellente produzione) si sprigioni nella sua spaziale vastità... e buon viaggio.
postato da: chickasaw alle ore 14:07 | link | commenti (7)
categorie: musica