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30/05/2005

Staffetta by ALF64

La staffetta ha contagiato anche gli avventori occasionali: difatti ALF64 m'ha lasciato la sua lista tra i commenti della mia. Lui ancora non lo sa... adesso gliela pubblico in prima pagina :D

1) Volume totale dei file musicali: 40 GB circa, meticolosamente ordinati.

2) L'ultimo cd che ho comprato: Stamattina ho acquistato un doppio cd di Elvis Costello, "Kojak Variety", album con cover Rhythm & Blues e Pop che più gustano al nostro. Per 7€ è stato un vero affare.

3) Canzone che sta suonando ora: Nitin Sawhney "Journey". E' già da un po' che lo ascolto almeno una volta al giorno: taumaturgico.

4) Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso (o che significano molto per me):
Per la prima vedi sopra.
2) The Dears "Who Are You, Defenders Of Universe"
3) Todd Rundgren "Sweet"
4) Gorillaz "Feel Good Inc."
5) Ben Folds Five "Smoke"; ho visto che anche il buon Nick Hornby mi dà ragione riguardo a Ben.

5) Cinque oppure un numero a piacere di persone a cui passo il testimone: Vorrei coinvolgere un paio di amici bloggers che conosco personalmente, aitan e meriggio, e un altro paio che incontro spesso nelle mie scorribande, PlacidaSignora e roquentin.

postato da: chickasaw alle ore 23:57 | link | commenti (11)
categorie: varie, musica
27/05/2005



Smog - A River ain't too much to love (Drag City)

Il neozelandese statunitense d'adozione Bill Callahan ha l'oro tra le mani. Qualche accordo di chitarra, l'amico Jim White alla batteria, dodici anni d'esperienza pressoché invariata - indipendente, solitaria, minimale - e la pubblicazione di un nuovo disco, sotto il suo alias Smog. A River ain't too much to love è riuscito a ritagliarsi uno spazio nell'angolo privilegiato accanto il mio stereo. To file under roots-folk-country.
Una voce emozionante, intensa, onesta, che scivola sotto la pelle. Ci si può immaginare Bill che canta seduto sul bordo di un ponte, con le dita dei piedi che sfiorano l'acqua, una bottiglia infilata in un sacchetto di carta marrone, le zanzare e il sole che rosseggia. Ascoltate "Drinking At The Dam". Vi sembrerà di dividere la bottiglia con lui.
Un disco asciutto, scarno e stupendo. E Bill un uomo con la faccia da bambino, ma le mani adulte.

Mi viene in mente chi mi fece conoscere quest'artista. Era una notte di settembre, le cinque di mattina di un lunedì che concludeva un'estenuante festival blues, qui, dalle mie parti. Uno dei miei compiti durante questo festival di fine estate è di dare un occhio agli artisti. Niente musicisti di fama mondiale. Gente che ha dovuto procurarsi il passaporto per la prima volta per uscire dagli Stati Uniti. Gente che è già stata in galera per un coltello troppo facile. Gente che ha il fegato spappolato per il whisky a buon mercato. Gente che s'addolora quando deve ripartire per tornare nel Delta o a New Orleans, che già rimpiange i bicchieroni di plastica trasparente colmi di buon merlot o l'erba profumata (aehm...) delle assolate valli ticinesi... e che già sente la struggente nostalgia di ragazze al profumo di cioccolato al latte. Mudcat è un caro amico, passa ogni tanto dal festival. Conosco anche la girlfriend che ha qui, da buon bluesman ha una ragazza che lo aspetta ad ogni porto.
Quella notte eravamo tutti stravolti, una 'sporca' dozzina al bordo del lago a cantare e a bere e a fumare. Idilliaco, per noi organizzatori l'unico momento in cui finalmente smollare un po'. Si parlava di strangitudine, che alcuni ospiti si sentivano stranieri in questa mia terra formato cartolina, tentatrice ma algida. Ma io dissi a Mudcat che ormai non poteva più sentirsi straniero, lui che da qui ci era passato tante volte. Lui prese la chitarra e fissandomi intensamente negli occhi - in quell'aria cristallina, nell'albeggio, e nel silenzio rilassato dei presenti - mi cantò:

I was a stranger
When i came to town
Just yesterday 
I was a stranger
They don't come much stranger

So why
Why did you believe
All every word I said
Why did you believe
Believe a stranger
A stranger

And why do you women in this town
Let me look at you so bold
When you have seen what i was
In the last town
In the last town
You should have seen what i was
If i was a stranger
I was worse than a stranger
I was well-known...


"I Was A Stranger", una canzone di Smog tratta da Red Apple Falls (1997 - Drag City).
Una bellissima canzone, però quella volta cantata da un uomo con la faccia da adulto, ma le mani bambine.
Ciao Bill Callahan, ciao Mudcat my friend.

postato da: chickasaw alle ore 21:43 | link | commenti (7)
categorie: musica
24/05/2005

Staffetta

Ricevo dal carissimo Ruckert, compilo e passo il testimone:

- Volume totale dei file musicali:  non lo so, e se lo sapessi non credo che lo direi. Mi sembrerebbe di rivelare l'ammontare del mio conto in banca. Son pur sempre svizzera! :D

- L'ultimo cd che ho comprato: avendo la possibilità di ricevere le novità in promozione, i miei acquisti musicali si rivolgono alle ristampe di dischi del passato remoto, quindi Ssssh dei Ten Years After, roba quasi archeologica.

- Canzone che sta suonando ora: I turn my camera on - Spoon (da Gimmie fiction - Matador). Li spacciano come "the next big thing". Mah, cambio disco, va là.

- Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso (o che significano molto per me): Impossibile elencare le più belle di sempre (solo 5? questo è sadismo!). Allora indico le più gradite di questo mese.

1. Trapped Rabbits - The Modey Lemon (in attesa che mi arrivi il nuovo Oneida)

2. Come in out of the rain - The Engineers (questi ragazzi-melassa mi piacciono troppo, roba da indigestione.)

3. Dalinghurst Nights - The Go-Betweens (da Ocean apart il mio disco del mese, splendido.)

4. Bellezza - Marlene Kuntz (un gran bel singolo che ascolto - e canto - con molto piacere quando lo passano alla radio)

5. This world - Lungfish (da Love is love uno dei miei 10 dell'anno scorso, questo mese di nuovo in heavy rotation, chissà perché...)

- Cinque oppure un numero a piacere di persone a cui passo il testimone: Kultblog , Br-1, Palazzo e Misericordiagrilli
postato da: chickasaw alle ore 21:02 | link | commenti (13)
categorie: varie, musica
03/05/2005



Settimana di fuoco, ragazzi, di FUOCO. Detta in parole povere: mi brucia il culo, eggià. Troppe cose da fare, TROPPE!
Ma ce la farò, vero che ce la farò? Ditemi di si. :))

postato da: chickasaw alle ore 11:19 | link | commenti (15)
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