Emiliana Torrini - Fisherman’s woman (Rough Trade)

Home alone and happy/nothing brings me down.
Inizia così il secondo album di Emiliana Torrini, una morbida scaletta di dodici intime ed atmosferiche canzoni che entrano nella circolazione sanguigna, riscaldandola, rallentandola, fluidificandola.
Cominciamo con i riferimenti musicali. L’introspezione che troviamo in Fisherman’s woman è riconducibile a quella di Nick Drake, Julie Holland, Ben Gibbons e Cat Power. Quindi delicatezza ed intimità sospesa, eterea. Nel calore della sua casa, sola, felice, tra tremolanti luci di candele, una tazza di tisana fumante, Torrini ha saputo tessere uno splendido arazzo a piccoli punti, raffinato e elegiaco. La cantautrice 27enne si è allontanata dall’elettronica del passato per avvicinarsi qui in una dimensione acustica. Chitarra, voce, qualche raro, leggero tocco di pianoforte… Un arazzo di fili di seta. Fra le partecipazioni, il batterista finlandese dei Mùm Samuli Kosminen e Bill Callahan (Smog) con cui ha scritto ‘Honeymoon Child’…
Per metà italiana e per metà islandese, Emiliana è cresciuta in quel luogo misterioso e particolare che è Reykjavik. Ma non confondetela con la più nota Björk. Niente a che fare con il folletto islandese. È una semplice e sussurrata voce che viene dal freddo, ed è dovuto forse a questo che ascoltandola sembra d’essere sotto ad un piumone, mentre fuori tutto si cristallizza.
Non d’immediato ascolto, da assaporare poco a poco, come una tisana appunto, e solo se si vuol permettere che questa totale "assenza di fretta" ci copra e ci rimbocchi le coperte.
Un disco per fermarsi, per sospendere l’attimo, per fotografare il respiro. Disco pregno di una solitudine sorridente.
- Fisherman's woman lyrics


